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Gianni Moramarco: il nuovo Andy Warhol ?

 E' sicuramente uno degli artisti del momento.  Gianni Moramarco è un artista multidisciplinare nato a Torino che lavora nei campi dell'architettura d'interni, fashion design e arti visive. Ha avuto successo nell'ambito espositivo e ha partecipato alla 7a Biennale Internazionale d'Arte di Ferrara 2014. Le sue opere sono espressione della sua personalità e riflettono la città natale di Torino in modo surreale e pop. La sua arte rappresenta un passo verso una rappresentazione astratta e simbolica delle cose. Il colore tiene insieme i pezzi del suo puzzle e descrive una realtà frammentata. I tagli giocano un ruolo importante nella rappresentazione delle sue opere, che sono improntate dalla personalità artigianale dell'artista.

QUI TROVI LE SUE OPERE DISPONIBILI


Recentemente il settimanale Novella 2000 gli ha dedicato un articolo a firma Barbara Carere.


Intervista a Gianni Moramarco

“Ciò che si vede dipende da come si guarda. Poiché l’osservare non è solo un ricevere, uno svelare, ma al tempo stesso un atto creativo”. In questa frase dell’artista torinese Gianni Moramarco si cela tutta la sua creatività.

Artista eclettico, Moramarco spazia dalla produzione artistica all’architettura e si occupa di fashion design. Ma come nasce Gianni Moramarco artista?

“Mi iscrivo a un corso di pittura all’età di 16 anni per seguire una ragazza”.

Le sue opere cosa rappresentano?

“Le mie opere spaziano dai contesti urbani a musei di mia invenzione, con citazione a grandi artisti del mondo dell’arte, dell’architettura e del cinema… con quasi sempre una visione ironica, ma dando comunque importanza alla prospettiva e alla luce, cercando di dare emozioni a chi osserva l’opera, dal bambino all’anziano, evocando il loro vissuto, proiettandoli nella visione di ciò che si vorrebbe essere”.

Qual è l’opera o l’artista che l’ha influenzata maggiormente nel suo percorso? E perché?

“Klimt e Andy Warhol, per la loro genialità”.

L’arte e le opere vengono messe spesso in secondo piano rispetto ad altro. Forse perché incomprensibili?

“L’arte ultimamente è cambiata, e vi è molta confusione. Questo è dovuto alla mancanza di idee, all’adagiarsi di alcuni artisti sugli allori. L’arte, come la vita quotidiana, cambia alla velocità della luce, e l’artista deve sempre essere al passo col tempo. Questo vuol dire che l’artista deve essere sempre un osservatore creativo, deve quindi avere una marcia in più. L’artista deve mettersi al passo del tempo che vive, ed essere il più comprensibile alla maggior parte della gente per poterla fare avvicinare all’arte”.

Un pittore vicino ai giovani

Alle sue mostre c’è sempre affluenza. Si sente il pioniere di una nuova era, capace di avvicinare il pubblico alla pittura usando personaggi noti?

“I personaggi da me usati devono accentuare le nostre emozioni. Sono personaggi che vorremmo essere e che crediamo di essere, quindi mettendo una maschera si pensa di nascondere il proprio io… Invece io metto le maschere per poter esternare il proprio essere, l’ego che è riposto in ognuno di noi”.

Qualche giornalista l’ha definita il nuovo Warhol…

“Quello che mi fa piacere è che alle mie mostre c’è sempre più gente giovane. Sono contento perché riesco ad avvicinare alla mia arte tutte le generazioni”.

Ha ricevuto per la genialità che mette nelle sue opere il premio dedicato a Totó a Napoli, il Premio Malafemmena, realizzando per gli organizzatori un’opera d’arte. Cosa ha provato, e soprattutto cosa rappresenta per lei Totó?

“Il premio Malafemmena organizzato con maestria dalla a B&G Art Event Communication, società napoletana di comunicazione che cura anche il mio ufficio stampa, mi ha permesso di partecipare al Premio dedicato a Totò patrocinato dal Comune di Napoli, grazie al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e all’assessore al turismo Teresa Armato. Ricevere un premio così prestigioso mi ha fatto molto piacere anche perché Totò rappresenta un uomo geniale nella sua comicità”.

Prossimi progetti

A chi può rivolgersi chi vuole acquistare le sue opere originali?

“Al mio editore, che ha l’esclusiva è il numero uno in Italia per la produzione di serigrafie… e la distribuzione: Benciv Art Gallery di Coriano (Rimini). Lui serve tutto il territorio”.

Progetti futuri?

“A Napoli sto organizzando con la mia società di comunicazione, la B&G Art Event Communication, una mostra importante in un luogo per noi artisti di massima ambizione, quasi un luogo di culto per chi vive di arte come me. Stiamo rifinendo gli ultimi dettagli e per fine gennaio credo che potremo dare informazioni più dettagliate. Invece, ai primi di gennaio sarò a Parigi, Bari, Roma, Milano, Torino, Moncalieri per eventi importanti…. ma non ho ancora stabilito le date precise”.

Ha realizzato ultimamente una scultura dedicata alle borse di lusso. Cosa voleva rappresentare?

“Ho preso un elemento povero e antico che da sempre è il fulcro dell’economia e l’ho griffato… questo è il mio modo ludico e ironico… come simbolo del primo mattone per una ripresa dell’arte dell’economia. Vi do un’esclusiva per i vostri lettori: sto realizzando una borsa vera in tessuto, una delle mie ultime creazioni. Sempre in movimento e in continua creazione: chi si ferma è perduto!”.

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Chantal Loville

 Chantal Loville è una pittrice specializzata in dipinti paesaggistici di grande impatto. I suoi quadri si trovano in numerosissime collezioni in Italia ed all'estero. Da diversi anni proponiamo in galleria i suoi dipinti che riscuotono sempre grande interesse da parte degli appassionati d'arte.

Qui potete visualizzare i dipinti disponibili









Cenni critici

In soggettistica, le inquadrature, la gamma cromatica, rendono i suoi dipinti ricercati dagli estimatori e dai collezionisti in tutto il mondo. Loville, che ha una particolare inclinazione per il paesaggio, dipinge con grande sensibilità, dimostrando come con una tecnica spontanea ed essenziale si possano abilmente esaltare gli aspetti della natura. Nei suoi quadri riesce ad infondere, grazie al sapiente accostamento dei colori, un'atmosfera luminosa e cristallina. Indimenticabili sono gli assolati casolari, dai colori morbidi e caldi, che ricordano la vita serena e distaccata della gente di campagna. Ogni dipinto di Loville offre originalità ed ogni suo soggetto esprime stati d'animo vissuti. La sua pittura nasce dalla necessità interiore di rappresentare con immagini e colori una realtà che suscita nell'artista sincere emozioni e richiama alla mente le opere dei famosi maestri che l'hanno ispirata. Loville è una grande artista, una seria professionista che dedica tutta se stessa alla pittura: per lei è vita ed amore e questa sua completa dedizione viene ripagata dall'enorme e sempre maggior riscontro che ottiene dal pubblico.


                         Qui potete visualizzare i dipinti disponibili



Se è vero che la personalità di una rtista deve essere riconoscibile attraverso le sue opere, Chantal Loville, in ogni sua tela ne è lo specchio. I suoi prati in fiore, gli accesi papaveri nei campi di grano, trasmettono un messaggio d'amore per la natura, per le cose belle e semplici che la vita ci offre. Allieva della tecnica di  Azzinari, ha assimilato senza lasciarsi dominare, perchè è sempre andata in cerca di una sua individualità, ed ecco una propria tecnica di manipolazione  dei colori, che ormai si presenta raffinata dall'esperienza, ecco el sue tele che rappresentano il suo mondo interiore, essenzialmente puro, in cui il messaggio della vita si identifica con il messaggio dell'amore.     Vale Frassino




Alcuni dei dipinti di Chantal Loville presenti in questa pagina sono stati venduti. 
Per visionare quelli disponibili attualmente potete cliccare QUI
E' inoltre possibile richiedere un quadro originale personalizzato dall'artista ispirato ad uno di questi dipinti. 
Per ogni richiesta o per una semplice informazione potete inviarci una E-MAIL


Walter Colli - un artista eclettico

 Da qualche anno ospitiamo in galleria i dipinti di questo artista. Eclettico in fatto di tecniche di pittura e stili. Passa con facilità dall'olio all'acrilico, anche se i primi passi li ha svolti con l'acquerello. 

Ecco la sua biografia:

Walter Colli è un pittore autodidatta italiano, conosciuto per i suoi dipinti ad acquarello ed acrilico che ritraggono paesaggi e marine. Nato nel 1969 in Toscana da una famiglia amante dell'arte, ha sempre amato dipingere e, fin dall'infanzia, ha vinto numerosi premi in concorsi di pittura. Si trasferisce a Milano all'età di 18 anni.Nel 1995 ha scoperto la tecnica dell'acquerello che gli permette di creare immagini dai vibranti colori.

Qui potete vedere tutti i suoi dipinti dal nostro shop online

Dal nostro canale Youtube vi proponiamo un video dove potete ammirare alcune delle sue opere:



Domenico "Dick" Ortelli

Un pittore, menaggino d'origine, che fece fortuna nella vicina svizzera e divenne anche la sua seconda patria. Ve ne parliamo grazie ad un articolo giornalistico d'epoca ed a un profilo scritto da Stefan Bossart.



Questo comasco (di Menaggio), trapiantato a Reiden dopo che le vicende della vita l'hanno visto, Ulisse moderno, impegnato in esperienze eccezionali (tra le quali la campagna di Russia delle truppe italiane) conserva un candore che soltanto la sua professione d’arte può motivare, L'ho conosciuto tramite Sergio Nembrini che gli è legato da un rapporto di amicizia sincera. E' stato di sera, così che la casa d'abitazione di legno, molto simile ad una bella abitazione ‘Contadina, m'è parsa una costruzione protettiva, raccolta sotto l'ampio tetto e accogliente come lo può essere quella di un uomo fiducioso.

La capacità di stupirsi e di raccontare, il bisogno spontaneo di stare in compagnia lo rendono immediata mente comunicativo. La sua opera riflette molto esattamente le caratteristiche mentali e di comportamento dell’uomo. Curioso e indagatore, Ortelli è naturalmente un ritrattista. Le persone e più specialmente i volti, gli occhi sono il principale riferimento della sua intenzione d’arte. Un ritrattista non ha, nel suo studio le opere che segnanoil corso della sua produzione: essa è distribuita nelle case dei personaggi — importanti e meno — che si sono fermati

davanti alle sue tele bianche. Le poche opere sono però quelle più affettuosamente vicine al pittore: la moglie, la figlia, qualche persona cara, i sentimenti che gli sono più personali prima ancora che in quello degli interessi professionali. E” in ogni caso una strada molto utile, perché attraverso i ritratti familiari, riesce la forza espressiva del ritrattista Dick Ortelli, e la sua attitudine alla penetrazione psicologica.Dopo il ritratto, Ortelli è tradizionalmente legato alle forme del paesaggio, del nudo, delle nature morte. Una pittura visiva, che restituisce l'immagine, il soggetto.

     " Clown " acquerello su carta

          cm. 35 x 50   anno 1977




"Natura morta" Olio su tavola
cm. 49 x 49


" Meriggio Ticinese" olio su tavola
cm. 57 x 41  anno 1985


 " Garofani " Olio su tavola
cm. 50 x 60  anno 1959



Domenico Federico Riccardo Ortelli, nato il 26 agosto 1913. Cresciuto in Italia ... Tutti lo chiamavano "Dick" durante la sua vita. Un soprannome che Domenico Ortelli ha avuto da ragazzino in Italia, da signore inglesi, mentre raccoglieva le palline come caddy su un campo da golf sul Lago di Como .In questo modo riusciva a raggranellare un po' di soldi per la sua famiglia di contadini (aveva quattro fratelli) che possedeva una modesta fattoria a Grandola Ed Uniti vicino a Menaggio. Aveva l'età giusta per andare in guerra come "alpino" nell'ottava armata di Mussolini. Nel 1941 il soldato di montagna Ortelli fu arruolato e inviato in una campagna in Russia. «A parte qualche patata, non avevo quasi niente da mangiare. Le scarpe militari si congelavano dal freddo, spesso dovevamo andare a piedi nudi ». Trovato l'amore a Reiden Nel 1944, "Dick" Ortelli finì nella Wiggertal. Fuggito dai teatri di guerra, cercò rifugio in Svizzera. Come tanti soldati italiani, polacchi e francesi dell'epoca. «La fede nel paradiso si è rivelata ingannevole. I primi giorni, in particolare, sono stati caratterizzati dalla nostalgia di casa ”, raccontò in un'intervista nel 1992. Alla fine, tuttavia, la sua vita a Reiden prese una svolta. Andò alla farmacia di Kündig con la raccolta di poesie di Rilke. E questo è esattamente ciò che impressionò la farmacista influenzata dalla musica. Prese l'italiano con i suoi capelli scuri pettinati a cuore. Aveva fascino,aveva buone maniere e aveva il senso dell'umorismo. Le campane nuziali suonarono a festa. Si sposò alla fine della guerra Il 25 ottobre 1951 a Valsolda. Una coppia raggiante in una piccola festa di matrimonio. Le foto sono state scattate nel suo studio in Pfaffnauerstrasse. Qui dipingeva il diplomato dell'Accademia di Belle Arti di Milano e Basilea. Amava particolarmente il mondo del circo. I pagliacci erano il suo marchio di fabbrica. Quei burloni che, si dice, perdano spesso il sorriso quando vengono smascherati. “Questo valeva anche per mio padre. Era un italiano amante del divertimento, ma a volte si ritirava e aveva un lato molto serio ». "Mio padre ha trovato una casa qui", dice sua figlia Christina Rizzo. "Dick" ha mantenuto il suo "tedesco quadrato", il suo fascino, fino alle ultime ore. Ma anche la sua natura impulsiva: "Non lasciava mai che nessuno facesse l'autostop", dice Christina Rizzo. E ha ritratto metà del villaggio. Le sue tracce possono essere viste ovunque. Sia in banca o presso l'amministrazione comunale. Ortelli, testimone contemporaneo della guerra, morì nel 1999.

Stefan Bossart

                               SEI INTERESSATO A QUESTE OPERE? CONTATTAMI




Giancarlo Perelli Cippo

 Milano 1923 -  2004

Giancarlo Perelli Cippo è nato a Milano nel 1923. E' stato avviato alla pittura da Gino Moro e Arturo Checchi, suoi insegnanti al Liceo Artistico di Brera. Su una base classica, mediante una personale ricerca, ha portato la sua pittura ad una intensa espressività riuscendo a cogliere con felice sintesi cromatica una singolare visione figurale. Ancor giovane ha ricevuto i primi inviti alle Biennali d'Arte Sacra dell'Angelicum e alle Quadriennali di Roma. Ha ottenuto premi e riconoscimenti in nume-rosi concorsi di pittura a Brescia, Bergamo, Torino, nel 1953 il Premio "Paesaggio della Lomellina", nel 1977 il "Premio Burano". I luoghi frequentati e amati dall'artista sono divenuti parte del suo corredo creativo: Milano, con la darse-na, i navigli, San Siro e i cavalli in corsa; Venezia con la sua laguna e le isole poetiche di Burano e Torcello; il paesaggio toscano, i paesi rivieraschi del lago di Como e del Garda, le sponde dei fiumi della pianura lombarda; le magistrali vedute di Amsterdam con i suoi canali. Nel 1976 è apparsa una monografia dell'artista mila-nese presentata da Ermanno Federico Scopinich. Le sue opere si trovano in permanenza alla Galleria Ponte Rosso dal 1977, anno della prima mostra personale dell'artista in questa sede milanese.



Per tanti anni Giancarlo Perelli Cippo ha trascorso
le estati a San Siro (CO) dipingendo paesaggi
del lago di Como. Sono moltissime le persone
che lo ricordano con affetto.


La firma dell'artista



Ecco un  ricordo dell'artista scritto da Orlando Consonni (nel 1988) che delinea in modo molto raffinato la sua figura:

Conobbi personalmente Perelli Cippo qualche mese più tardi dopo l'incontro col Maestro in Foro Bonaparte. Non vidi molti dipinti quel giorno nello studio di Porta Ticinese, ma bastarono per confermare l'esatta misura del ri tratto che di Lui già possedevo. Mi soffermai ad osservare l'ambiente nel quale operava Perelli. Nello studio e in parte nei locali d'abitazione un suggestivo disordine creava l'atmosfera tipica di certi ambienti mauvais. Ma in casa Perelli, con le pareti occupate in prevalenza da quadri e disegni di amici pittori, si percepiva non il disagio del caos, ma la presenza di una vitale passione per l'arte. Sparse un po' ovunque, addossate alle pareti, cornici di varie dimensioni, antiche, moderne, integre e a pezzi, tele attrezzate o arrotolate, pile di carta di ogni forma e spessore, cartoni, scatole, maschere di gesso, fiori secchi, tubetti di colore raccolti in scatole aperte e sparsi su scaffali improvvisati, tavolozze abbandonate da tempo con residui essicati di colori ancora brillanti.
E la tavolozza nutrita di materia intensa, luminosa e di alto spessore al ca valletto con una grande tela sulla quale già l'artista aveva tracciato a matita un reticolo ampio di segni ancora indecifrabili. I pennelli raccolti a ventaglio a portata di mano in un vaso antico posato su un trespolo alto. Sul grande cavalletto collocato di sbieco in buona luce accanto alla finestra, vidi quel giorno sfilare una dopo l'altra numerose tele con superbe visioni di città: Milano antica e moderna di suggestiva bellezza colta nella stagione invernale fra la neve dei navigli e della darsena o nella calura bruciante e sonnolenta dei mesi estivi, scorci di antiche chiese, palazzi, giardini, basiliche, prospettive di viali alberati della periferia e del centro storico, visioni di bancarelle e vetrine in un tripudio di forme e di cromatismi accesi, ampie visioni panoramiche dall'esatta perfezione architettonica conseguita con veloce sintesi pittorica. E in parallelo grandi quadri di Amsterdam: la sua seconda città, solcata da canali ricolmi di imbarcazioni naviganti o ancorati alle rive. E queste congiunte da ponti percorsi da biciclette fra le basse case multicolori rispecchiate nell'acqua, mentre stormi di gabbiani appena accennati in bianco e nero, scendere a picco dalle ampie volute nel cielo alto, e con volo radente sfiorare il filo
dell'acqua.

Un articolo che lo riguarda tratto da " Il giornale di Milano" del 1995



E' disponibile in galleria un suo dipinto: Cavalli al Galoppo del 1997



Lo potete visionare (o acquistare ) a questo link: Cavalli al galoppo


Nuova artista in galleria: CLARI

Oggi vi presentiamo una giovane artista di casa nostra è che entrata a far parte della nostra galleria: Clari.



Pittrice è nata a Como nel 1985. Ha iniziato gli studi al liceo artistico Bernardino Luini di Cantù e si è diplomata nel 2003/2004. Ha proseguito gli studi all'Accademia di Belle Arti "Aldo Galli" di Como e nel 2009 ha ottenuto il diploma di pittura ed arte del restauro. Clarissa Delle Monache (questo è il suo nome per esteso) attualmente risiede in Francia.

Ma lasciamo che sia lei a raccontare la sua arte:

“In quasi tutte le mie opere l'essere umano ha un ruolo preponderante, soprattutto il suo volto. Per focalizzare la concentrazione dello spettatore sul soggetto rimuovo ogni dettaglio che potrebbe creare uno sfondo e lo mischio con la figura per creare una cosa sola. Quando raggiungo un certo stadio di costruzione delle mie figure, sento il bisogno di “decostruirle” con graffi e pennellate dinamiche.”



“Non faccio lo stesso sui corpi, di solito li schizzo solo. La prima cosa che faccio prima di iniziare a dipingere è studiare la figura; poi il personaggio si costruirà quasi inconsciamente con mosse istintive. Tuttavia, l'osservatore potrebbe confondersi e talvolta non riuscire a riconoscere l'identità del soggetto"

Guardare i suoi dipinti chiarisce perfettamente la sua idea artistica. I volti, i corpi, sono indubbiamente i protagonisti nei suoi quadri. Linee che delineano, avvolte dai colori con cui si mischiano. L'originalità del suo tratto è la forza di questa pittrice : opere che attraggono e possono anche inquietare gli osservatori, ma affascinano per la grinta che traspare dalle pennellate.

Tra il 2010 ed il 2011 ha partecipato a diverse mostre collettive tra Italia e Francia.

Ecco il link al suo sito web: http://www.clari.fr/

Qui potete ammirare (ed acquistare) una sua opera" BODY"


Un ritratto artistico

Desideri un ritratto con uno stile giovane e moderno, realizzato da un grande artista? Contattaci allo 0344/32480 o mandaci una mail
 Ti daremo tutte le informazioni su cosa fare, consigli sul formato più adatto ed avrai anche la possibilità di avere un preventivo personalizzato.
Ecco alcuni esempi:
 



 

Giò Mondelli

Giò Mondelli, artista poliedrico nato nel ’53: disegnatore, grafico, ritrattista. Ha esposto le sue opere alle più importanti manifestazioni artistiche. Esperti critici d’arte riconoscono nell’artista una singolare interpretazione del paesaggio. Le sue opere figurano presso collezionisti privati in Belgio, Germania, Francia e Stati Uniti.
Dopo aver frequentato la Libera Accademia di belle arti, l’artista, si è dedicato per un lungo periodo, a quello che è il mondo dell’arte. Principalmente la sua ricerca pittorica è stata quella di scoprire nuove tecniche, stili e tendenze. Le sue opere, dopo il percorso accademico, esprimono già quella che è la pittura dei Simbolisti e Surrealisti. Per un breve periodo ha dipinto opere più classiche, macchiaioli e iperrealisti. Non soddisfatto, per la Sua fame di ricerca e per l’inquietudine interiore di un’infanzia difficile, deve sempre cercare se stesso, entrando così nello spirito degli Espressionisti. Tutto questo ha fatto sì che l’artista Giò Mondelli scoprisse quel mondo chiamato Arte.










UGO NESPOLO


Ugo Nespolo
Nato a Mosso Santa Maria (Biella) 29 agosto 1941.
• «Artista inventivo, bizzarro, attento alle lezioni di maestri quali Picasso, Matisse, l’amico Enrico Baj e tutta la Pop Art. Dietro l’apparente allegria colorata si celano i più diversi tipi di ossessioni e mostri, che affiorano da un sottosuolo psichico turbato, con varie rivisitazioni dalle avanguardie russe al Futurismo, senza dimenticare il Cubismo dei tempi aurorali» (La Stampa).
• «La sua tecnica più nota, il “traforo”, si basa su lavorazioni molto artigianali. “All’inizio, quando ancora studiavo in Accademia, mi venne in mente di fare dei quadri e tagliarli a pezzi. Avevo bisogno di un falegname, era agosto, ma ne trovai uno in via Bava”, ricorda. Vennero i favolosi anni Sessanta torinesi, quando la scena era vivacissima; e Nespolo, su quell’idea di mosaici al traforo, su quel moto ondoso e colorato che travolgeva e ricomponeva le immagini, elaborava curiosità e inquietudine. “Volevo contaminarmi. L’arte era diventata sempre più un optional, scompariva dalla vita reale, l’artista era un monaco o un santone che celebrava una messa incomprensibile. Io sentivo il bisogno di portarla nell’esistenza concreta”. Cercò la letteratura, mettendosi a lavorare con Edoardo Sanguineti, scoprì il cinema e la pubblicità “che era quantomeno un settore considerato accettabile, vista la tradizione da Toulouse Lautrec in poi, e tuttavia ormai in ombra”; le auto, la televisione, gli oggetti della vita reale. “Ho disegnato per Renzo Arbore la sigla animata di
Indietro tutta, ma avevo già fatto 18 animazioni del genere per la Rai; mi sono messo a dipingere sulle carrozzerie delle automobili, prima con la Renault poi con la Fiat, a organizzare gli artisti sulle scatole di fiammiferi, a inventare orologi, quando ancora era lontano il boom degli Swatch. Erano modi per portare l’arte fuori dal suo recinto. Credo persino di essere stato tra i primi ad andare al Maurizio Costanzo Show”» (Mario Baudino).
• Ha fatto parte della giuria che ha scelto le veline per l’edizione 2004/2005 di Striscia la notizia, insieme allo scrittore Ferrero, lo stilista Fiorucci e il presidente dell’associazione dei consumatori Lanutti. «Perché no? Sanguineti non è stato forse a Sanremo? Che cosa deve fare l’artista, solo operazioni “alte”? Non ne vedo la ragione. Warhol era un grande artista».
• Ha studio a Torino, tre piani più le terrazze, quattromila metri quadri, una fuga di stanze, sale, corridoi, uffici, laboratori, archivi, magazzini, biblioteche con quindicimila volumi, opere d’arte. Ci sono pure sauna e palestra. Al terzo piano è in fase di ultimazione una sala conferenze da 150 posti, con annesso un museo del cinema d’artista e d’avanguardia.



 

STEFANO POGGI

Le stampe retouchè di Stefano Poggi.

Stefano Poggi nasce a Genova.
Dopo essersi diplomato al liceo artistico "Paul Klee" si trasferisce a Firenze, dove frequenta la scuola di scenografia dell' Accademia di Belle Arti.
Inizia da subito la sua attivitá di scenografo con l'allestimento della piece "La volpe", andata in scena nel 1996 al teatro colosseo di Roma.
Dopo 10 anni di esperienze teatrali, l'esigenza di trovare una piu' ampia espressione della propria creativitá e la ricerca di un rapporto tra arte e serenità visiva, lo portano a dedicarsi al lavoro pittorico, trovando nell' acquarello la perfetta formula del proprio linguaggio artistico

 Le Art digital print sono stampate su carta Haunemuhele dalla stamperia d'arte Essedi Edizioni, Genova, in edizione limitata di 50 esemplari. Ogni stampa é rielaborata a mano per avere la stessa lucentezza di un acquerello originale, ed é accompagnata da certificato di autenticità.
Ogni stampa viene inviata corredata da passepartout in cartone, pronta per essere incorniciata.